Yamaha Tracer 7 e Tracer 9: viaggiatrici eclettiche
La Tracer 7 può essere una vera viaggiatrice anche in coppia? E la sofisticata Tracer 9 ha senso nel traffico cittadino? Pietro e Lillo mettono alla prova alcuni luoghi comuni, tra motori, elettronica e versatilità
Siamo abituati a classificare le motociclette in base al loro utilizzo: sportive per divertirsi tra le curve, turistiche per macinare chilometri, adventure per affrontare anche lo sterrato. Ma siamo sicuri che queste distinzioni siano sempre così nette? Pietro e Lillo, della redazione di Moto.it, hanno deciso di ribaltare la prospettiva, prendendo come riferimento due Yamaha apparentemente molto diverse: Tracer 7 e Tracer 9.
La prima domanda riguarda la Tracer 7 e il suo bicilindrico CP2 da 73,5 CV. Una potenza sufficiente per viaggiare con passeggero e bagagli? La risposta è che i numeri non raccontano sempre tutto. L'erogazione corposa ai medi regimi, la fluidità del motore e una ciclistica equilibrata permettono alla media Yamaha di affrontare anche il turismo a lungo raggio senza particolari rinunce.
La versione GT aggiunge una dotazione più orientata al viaggio, mentre l'evoluzione tecnologica della gamma, dal ride-by-wire al cruise control, rende la Tracer 7 sempre più completa. Con un vantaggio rispetto alle maxi tourer: peso e ingombri più gestibili, soprattutto nelle manovre da fermo.
All'estremo opposto troviamo la Tracer 9, una sport tourer che unisce comfort e capacità di viaggio a una guida decisamente divertente, grazie soprattutto al carattere del tre cilindri CP3.
Ma quello che sorprende è il valore dell'elettronica nell'utilizzo quotidiano. Sospensioni semiattive, radar, monitoraggio dell'angolo cieco e, sulle versioni più accessoriate, fari Matrix LED rappresentano tecnologie che possono fare la differenza anche nel traffico e durante la guida notturna.
Non si tratta soltanto di aggiungere accessori alla scheda tecnica, ma di sviluppare sistemi che lavorino insieme in modo efficace, senza diventare invasivi per il pilota.
La discussione si sposta poi sul cambio automatizzato Yamaha Y-AMT, capace di semplificare notevolmente la guida nel traffico senza rinunciare al divertimento.
Un esempio? Durante un tragitto urbano a Milano, con una MT-09 tradizionale, Pietro ha contato oltre cento azionamenti tra frizione e cambio. Operazioni che con il sistema Y-AMT possono essere gestite automaticamente.
E in futuro? Secondo i nostri tester, una tecnologia simile potrebbe trovare applicazioni interessanti anche su modelli sportivi come R9 e R1, permettendo al pilota di concentrarsi maggiormente sulle traiettorie e sulla frenata.
Il messaggio del video è semplice: una moto non deve necessariamente essere utilizzata soltanto nel contesto per cui sembra più adatta. La Tracer 7 può essere un'ottima viaggiatrice e la Tracer 9 può rendere più semplice persino il tragitto quotidiano in città. Perché la vera versatilità, spesso, si scopre soltanto guidando.