Moto Guzzi, Greg Lynn racconta la nuova Mandello: dove la storia incontra il futuro
L'architetto americano che ha firmato la trasformazione dello storico stabilimento Moto Guzzi racconta la filosofia del progetto
Non è soltanto una fabbrica, e nemmeno semplicemente un museo. La nuova casa di Moto Guzzi a Mandello del Lario è qualcosa di più: un luogo dove passato e futuro convivono, dove la tecnologia incontra la tradizione e dove gli appassionati possono entrare nel cuore di uno dei marchi più iconici del motociclismo mondiale.
A raccontarci questa trasformazione è Greg Lynn, l'architetto americano che ha firmato il progetto, ma anche un motociclista autentico. “Fin da ragazzino chiedevo continuamente ai miei genitori una moto. Ho corso nel motocross da adolescente e ho sempre amato tutto ciò che va veloce”, racconta. Una passione che, dopo la prima visita a Mandello, lo ha portato ad acquistare una Moto Guzzi Audace a Los Angeles.
Il cuore del progetto è un'idea precisa: aprire Moto Guzzi al mondo, senza perderne l'identità. «Volevamo creare un'esperienza unica, sia per i guzzisti più appassionati sia per chi scopre il marchio per la prima volta», spiega Lynn. Da qui la scelta di integrare museo, produzione e spazi pubblici, con grandi superfici vetrate che permettono ai visitatori di osservare da vicino come nascono le motociclette.
Ma la rivoluzione riguarda anche ciò che non si vede. La riorganizzazione della fabbrica ha introdotto sistemi di trasporto automatizzati, nastri movimentatori e robot capaci di trasferire le moto tra le diverse postazioni produttive, riducendo gli spostamenti manuali e rendendo più efficiente il lavoro.
E poi c'è l'architettura, che mette in dialogo edifici centenari e strutture contemporanee, utilizzando materiali industriali e valorizzando lo straordinario paesaggio delle montagne che circondano Mandello.
“Moto Guzzi ha una grande tradizione, ma è una tradizione fatta di innovazione”, sottolinea Lynn. Ed è proprio questa la chiave della nuova fabbrica: conservare le proprie radici senza smettere di guardare avanti.