Andrea Scanzi: "La moto è l'unica cosa che mi libera la mente"
Andrea Scanzi: "La moto è l'unica cosa che mi libera la mente"
Giornalista, scrittore, volto televisivo e grande appassionato di musica. Ma Andrea Scanzi è soprattutto un motociclista, che ha trovato nelle due ruote un modo per allontanarsi dal rumore della vita quotidiana. Nell'intervista a Moto.it racconta una passione nata relativamente tardi, intorno ai quarant'anni, e diventata irrinunciabile.
"È l'unica cosa che mi riesce a liberare la mente totalmente", confessa Scanzi, che oggi possiede quattro motociclette, ciascuna con un nome proprio: due Harley-Davidson, una Indian e una Ducati Scrambler. La sua dimensione ideale? Partire senza una meta, anche per sette o otto ore, lasciando il telefono spento.
La conversazione ripercorre anche gli anni trascorsi come inviato nel Motomondiale, tra incontri con Valentino Rossi, Casey Stoner e Marco Simoncelli. Proprio il ricordo del Sic regala uno dei momenti più emozionanti dell'intervista, tra aneddoti personali e la commozione ancora viva per la sua scomparsa.
E guardando al futuro, tra il desiderio di viaggiare in Patagonia e quello di ridurre progressivamente gli impegni pubblici, Scanzi ha una certezza: la motocicletta sarà l'ultima passione a cui rinuncerà.