Allenarsi per l’EnduroGP con la Honda CRF 300 RX
Una giornata di allenamento duro, tecnico e super formativo con Thomas Oldrati
L’enduro è uno sport duro, lo dice il nome stesso. Ore e ore passate in sella nei posti più dispersi, tra boschi, fiumi e mulattiere. E se le gare possono sembrare impegnative, beh, gli allenamenti lo sono ancora di più. Come lo sappiamo? Semplice: lo abbiamo scoperto sulla nostra pelle.
Dopo la bellissima esperienza alla tappa italiana del Mondiale EnduroGP dello scorso settembre a Darfo Boario Terme, dove siamo sopravvissuti… letteralmente, ci siamo chiesti come ci si possa allenare per andare un po’ meglio in una competizione così dura. Da qui l’idea: cercare un pilota italiano di enduro che di gare mondiali ne ha viste (e vinte) tante. Il primo nome che ci è venuto in mente è stato quello di Thomas Oldrati.
Thomas non ha certo bisogno di presentazioni: Campione del Mondo Junior, pilota delle Fiamme Oro e presenza fissa nel Mondiale Enduro da oltre vent’anni. Insomma, meglio di lui per raggiungere il nostro obiettivo non potevamo trovare.
Gentilissimo, ci ha risposto subito dandoci appuntamento tra le montagne bergamasche. Stavamo per fare enduro con una delle leggende italiane della disciplina, nella patria dell’enduro. Il sogno di ogni endurista.
Sogno o incubo? Dipende.
Una volta partiti, la situazione si è fatta subito tosta: trasferimenti tecnici, passaggi tutt’altro che scontati e, proprio dove pensavo di potermi rilassare – un pistino, terreno teoricamente più amico per noi “crossisti” – ho faticato tantissimo. Buche di ogni dimensione, fondo difficile, ghiaia e sassi smossi: pura sopravvivenza.
Thomas però è stato impeccabile, dispensando consigli preziosi che hanno dato risultati immediati. Linee diverse, posizione in sella più arretrata, piccoli dettagli che solo un pilota di quel calibro riesce a notare e correggere.
Siamo poi entrati in mulattiera, dove la nostra compagna di avventura ci ha dato una grande mano: la Honda CRF 300 RX MY 2026. Leggera, agile - con una ciclistica estremamente intuitiva - e con quei 50 cc in più rispetto alla 250 RX che fanno davvero la differenza. Il motore è più pieno ai bassi e, nelle situazioni più toste, si rivela una vera manna dal cielo.
La giornata si è chiusa alla grande e l’esperienza è stata semplicemente esagerata. Chissà che anche in questo 2026 Moto.it non si schieri al via della tappa italiana del Mondiale EnduroGP…